Archivio per la categoria ‘Nazionalità’

Anche Omero ogni tanto si addormenta.

2,5/5

L’infinito è nascosto nel nulla di un istante mai esistito se non nella mente del Creatore.

3,5/5

“la sobrietà mi uccide”.

4/5

Quel limite estremo in cui ogni cosa sembra soltanto un gioco che Dio concede a sé stesso.
Shifrapua

5/5

“andrà tutto bene”

4/5

Il potere della figa da vicino, la visione di una vita da lontano.

4,5/5


Il mondo purtroppo è in mano agli stolti
dal Talmud

5/5

Missione. Professione. Confini. Un uomo.

4/5

Ma tu chi sei che avanzando nel buio della notte inciampi nei miei più segreti pensieri?
William Shakespeare – Romeo and Juliet (II act, II scene)

4/5

Nella divergenza fra destino e volontà non c’è (ri)soluzione

4/5

“L’Albero della Morte: the dark side of Malick” [madamepsychosis]

5/5

il balzo è un passo claudicante e malfermo, ma sicuro e violento, come una catena in piena faccia.

3,5/5

(dito)Medio divertimento per tutta la famiglia.

2euncazzo/5

Un creatore che forgia un’immotivata apocatastasi non può pretendere che tale creatura trovi senso da sè.

2,5/5

“I’m a pervert. I’m an exhibitionist. I’m a masturbator. And a killer… Like you.” J. Dahmer

3,5/5

Messe in scena dietro la graticola.

2,5/5

Le parole non contano un cazzo. Mai!
William Dollace

4/5

Sventrate intere famiglie
oggi
lunedì di intensa macellazione.
Ivano Ferrari, Macello

3,5/5

Agnelli sacrifEcali. Angeli Sacri-fica-li.

5/5

Monumentale Affresco del potente spettacolo della Vita e della Morte saldati alla registrazione impervia di Ogni cosa, ogni apoftegma impossibile.

5/5

Il Vangelo secondo Satana.

3/5

Attenti all’innocuo.

2/5

Regia malferma di un’idea illuminata che si alimenta dal buio e dal buio viene illuminata.

3/5

realismo poetico malickiano: siamo ancora umani in controluce sulle spiagge dell’infinito o infinitesimale, everything & more.

4/5

Al dolore del peccato originale non v’è risposta.

4.5/5

L’orrore del dolore innocente è un rewind senza scampo.

4/5

Poesia per lacci emostatici in sogni a vernice che finiscono in metadone sfrenato di coppia questi fiori colorati in metadose che marciscono separati perchè il tubetto del collante dell’autodistruzione ci dispiace è finito ma almeno le lacrime sono vere e gli abbandoni suonano un lento adagio dosato col megafono delle sirene, un cantico sostanziale dei perdenti e degli amanti e dei vivi ancora e nonostante c’è sempre una fine prima o poi imposta dal riff del caso o dall’as/solo del caos.

4/5

“[s]anity is a madness put to good uses; waking life is a dream controlled” (“l’essere sani è una forma di follia usata per scopi giusti; la vita da svegli è un sogno sotto controllo”). George Santayana

4/5

Il mestiere di marito, il mestiere di padre, il mestiere di uomo: lacrime di vita.

5/5

Fra pianto e risata il silenzio, fra speranza e incomprensione il rewind.

4/5

La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
Theodor W. Adorno

3,5/5

S o S -tienimi.

4/5

Coito Ergo Sum.

4,5/5

Conseguenze dell’assenza di cosmoteandrismo: (splendidi) deliri d’onnipotenza dove l'(oltre)uomo fallisce.

5/5

Haneke è un violento espositore, formalissimo chirurgo che sotto i suoi tagli esatti e le sue aperture antropologiche eseguite con il diverticolatore lucidissimo delle sue inquadrature fisse mostra le budella, le viscere e gli intestini dell’essere umano in fotografie di fermi immagine, cinematografie spacca occhi sotto teche di cristallo infrangibile. Il cinema di Haneke ha un nastro bianco di materia cerebrale al braccio, un arto in cancrena, infilzato dalla sua forbice di acciaio.

4.5/5

Manierismo conservatore che lascia talvolta il fianco scoperto alla scrittura a sfavore del Cinema in favore di luce.

2/5

Platone diceva che solo i morti vedono la fine della guerra. Spesso è poi la vita a diventare una guerra vera dove il nemico è l’illusione di poter essere di nuovo se stessi, o il se stessi di prima. Anche solo fratelli. Anche solo in qualche modo Padri, Mariti, Figli. In Brothers le cose da non dire non vengono dette. Mentre le cose da dire si scorgono negli occhi dei fantasmi e nelle bandiere attaccate all’asta. Immobili.

3/5

Spazio siderale. Battiti subcoscienti. Casa come Identità. Nulla. Incrocio di sguardi nel mondo interiore.

4/5

L’occhio magico

5/5

Celando l’Interno Esplode l’Esterno: la somatizzazione di un’implosione insonniacomandata.

4/5